# 17 – The ninth murder
Dormo sulla collina, un sonno buio, agitato. Non ho più lo spazio per muovermi agevolmente, ma non è un contrappasso. Sono finito quando ho smesso di essere chi ero, quando mi sono adagiato su una vita costruita nel sangue. Peccato, direi; potevo riposare un po’. Ora lo farò a lungo. Quel liquido era vita; quando ho smesso di estirparlo dalle vene dei miei ostacoli, ha smesso di fluire in me.
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Pensava di avermi addomesticata, per sempre. Eppure in passato ce l’aveva fatta. Avevo ventitrè anni, ed ero stanca di ragazzini. Finalmente un uomo, mi dissi, capace di governare i miei sensi, le mie pulsioni più profonde. Uno uomo certo della sua posizione.
Non immaginava certo che scoprissi la sua natura. Eppure non mi fece paura, mi eccitai come mai mi era successo quando scoprii che era un assassino.
Ora pare riposi, ma era già morto. Io l’ho solo aiutato, e non lo saprà mai. Ma non sopportavo di vedere il maschio che avevo eletto senza fuoco nelle vene. Il suo sangue era già spento, meritava la fine che gli ho concesso. Ora sono libera, in attesa, viva.





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