# 21 – Libertà e controllo

“Perché vedi, Elle, la libertà è qualcosa difficile da gestire”.

Le parlava, le parlava spesso prima. “Molte donne, uomini, scelgono di legarsi agli altri per paura. Come le dinamiche uomo-donna. La donna vuole un uomo, un uomo vero, che prenda tutte le decisioni, lasciandole però il diritto di criticare”.

Elle era abituata a queste sfuriate. Lo lasciava parlare mentre si vestiva. “Prendi mia moglie, ad esempio. Era una santa, sono stato io a darle il mondo in mano. Ora è una femmina, ha la sua età eh, è un po’ cadente, però adesso sa come farmi godere; ma la strada, per arrivare ad essere la donna che è ora, gliel’ho indicata io.”

Elle sapeva che l’avvocato aveva ragione. Lei stava semplicemente indossando un costume. Desiderava tutt’altro, in fondo allo stomaco.

“E poi quando sei tu a decidere… è più complicato, sul lavoro come nel sesso. Sai, non è semplice ogni volta doversi inventare qualcosa.”

Quel vestiario la faceva sempre sudare molto, il ruolo non era il suo preferito… però meglio padrona che schiava: in fondo faceva questo mestiere per non esserlo. Un piccolo ghigno le segnò il viso, pensando che tra un po’ la frustrazione del latex sarebbe scomparsa cedendo il passo al controllo totale.

“Adesso taci! E per te sono la Padrona Elle. Mettiti a quattro zampe, cane. Sarai il primo cagnetto a provare la mia frusta nuova”.

~ di piccolestoriescrittemale su 8 febbraio 2009.

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